Mente labile

dicembre 20, 2009

Citato da: La Palestra 20 dicembre 2009

1. Berlusconi: «Se si dice che sono un tiranno, è chiaro che in qualche mente labile possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi vuol dire essere degli eroi nazionali» (20/12/2009, unita.it)
2. Berlusconi sul governo Prodi: «Ci vorrebbe un regicidio» (15/07/2007, La Repubblica/Davide Barile)

Tre domande sul referendum

giugno 7, 2006

Citato da: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/06-06-07/01.spm

Caro Severgnini,
il 25 giugno ci sarà il referendum sul federalismo. E' mia convinzione che purtroppo (e con ciò chiarisco subito la mia posizione) vincerà il «no» per le seguenti ragioni.
1) Il popolo di centrosinistra voterà compatto per il no seguendo le indicazioni dei suoi leader
2) L'80% del sud voterà per il no perché, nonostante i buoni propositi del centrodestra, continuerà a vedere questa riforma come frutto di un antipatico separatismo leghista.
Già i punti 1 e 2 da soli basterebbero a dare una netta vittoria al no. Aggiungo che probabilmente ci sarà anche un po' di astensionismo. Secondo me il tipico cittadino di centrosinistra è – così per dire – più «sensibile» a questo tipo di eventi. Ragion per cui l'astensionismo sarà molto più marcato a destra, cosa che farà pendere la bilancia ancor più a favore del no.
Una considerazione sulle liste estere: solo Tremaglia non sa che all'estero praticamente tutte le associazioni organizzate di italiani fanno capo a movimenti di centrosinistra. Sono queste che riescono a esercitare la giusta pressione perché l'italiano all'estero sia spinto a votare. Naturale quindi che i voti degli italiani all'estero andranno principalmente al centrosinistra. Ora quindi tre domande per lei:
A) Cosa pensa di tutto ciò?
B) Il Corriere, come fece alle ultime elezioni, si schiererà da una parte?
C) Perché in Italia è così difficile pensare a riforme che in molti altri Paesi europei sono assolutamente normali?

Giovanni Greco

Salve Mr Greco. Provo a rispondere.

A) Penso che voteranno in pochi (ma posso sbagliarmi); all'estero, ancora meno (e non saranno determinanti, stavolta). Non c'è solo stanchezza elettorale, già vista in occasione delle amministrative. C'è anche il fastidio di sapere che il risultato verrà utilizzato per immediati fini politici (un altro errore, Mister B.!); c'è il ricordo di una sciatta e frettolosa riforma voluta dal centrosinistra nel 2001; c'è soprattutto la difficoltà a capire argomenti complessi, spiegati male (anche dai giornali) e soffocati dalle polemiche. Molte scuole hanno rinunciato all'educazione civica, e anche questo non aiuta. Io stesso – ho studiato dirittto costituzionale, e faccio il giornalista da 25 anni – ho difficoltà a raccapezzarmi. Al momento propendo per il «no» per questi motivi:
1) La «devolution» (sic) italiana diventa feudalesimo: vedi cosa sta accadendo in alcune regioni del sud. Abbiamo bisogno di un onesto ed efficiente governo centrale, non di incontrollabili potentati locali
2) Sartori, di cui in queste materie mi fido, è contrario, e così la grande maggioranza dei costituzionalisti. Tutti di sinistra? Non credo
3) Non ho fiducia nella competenza e dei propositi di chi vuole il cambiamento (la Lega, per essere chiari). L'idea che Castelli e Borghezio possano essere considerati «padri della patria» mi angoscia.

B) Non credo che il "Corriere" si schiererà; immagino che cercherà di dare informazioni e commenti, in modo che ognuno possa decidere (Sartori e Panebianco hanno già espresso opinioni opposte). Lunedì ho visto Paolo Mieli a un incontro «Aspen» (dove ho spiegato con orgoglio cos'è «Italians»!), ma non gli ho chiesto cosa intende fare.

C) Cambiare una Costituzione quasi sessantenne, che ha dimostrato di funzionare, non è una cosa «assolutamente normale», Giovanni. E' un grosso passo, che noi stavamo per compiere in modo pasticciato, per le ubbie di una piccola parte politica. Dico «stavamo» perché non credo avverrà: in questo, siamo d'accordo.

Diciassette uomini sulla cassa del morto…

maggio 23, 2006

Da: http://www.beppegrillo.it/2006/05/diciassette_uomini_sulla_cassa_del_morto.html



I 17 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO

1 Berruti Massimo Maria FI
2 Biondi Alfredo (reato poi depenalizzato) FI
3 Bonsignore Vito Udc – Parlamento Europeo
4 Bossi Umberto Lega Nord-Parlamento Europeo
5 Cantoni Giampiero FI
6 Carra Enzo Margherita
7 Cirino Pomicino Paolo Nuova Dc
8 Dell'Utri Marcello FI
9 De Michelis Gianni Nuovo Psi
10 Jannuzzi Lino FI
11 La Malfa Giorgio Pri
12 Maroni Roberto Lega Nord
13 Previti Cesare FI
14 Sterpa Egidio FI
15 Tomassini Antonio FI
16 Visco Vincenzo Ds
17 Vito Alfredo FI

O meglio in ordine di "importanza"

1-Previti Cesare (S) FI 6 ANNI AI DOMICILIARI
2-Tomassini Antonio (S) FI 3 ANNI
3-Jannuzzi Lino (S) FI 2 ANNI E 4 MESI GRAZIATO
4-Vito Alfredo (D) FI 2 ANNI E 5 MILIARDI
5-Bonsignore Vito UDC – Parlamento Europeo 2 ANNI
6-Cantoni Giampiero (S) FI 2 ANNI
7-Cirino Pomicino Paolo (D) Nuova Dc 1 ANNO E 8 MESI
8-De Michelis Gianni Nuovo Psi 1 ANNO E 6 MESI
Cessato dal mandato parlamentare il 28 aprile 2006
9-Carra Enzo Margherita (D) 1 ANNO E 4 MESI
10-Berruti Massimo Maria (D) FI 8 MESI
11-Bossi Umberto Lega Nord-Parlamento Europeo 8 MESI
12-La Malfa Giorgio (D) Pri 6 MESI E 20 GIORNI
13-Dell'Utri Marcello (S) FI 6 MESI
14-Sterpa Egidio (S) FI 6 MESI
15-Maroni Roberto (D) Lega Nord 4 MESI E 20 GIORNI
16-Biondi Alfredo (S) (reato poi depenalizzato) FI 2 MESI
17-Visco Vincenzo (D) Ds 10 GIORNI

(S)senatore
(D)deputato

Meno tasse per tutti… meno servizi per tutti.

aprile 3, 2006

Meno salute, meno scuola, meno sicurezza, meno trasporti, meno case, meno pensioni…

Parola di Berllllllusconi (tessera P2 n.1816), uomo d'onore.

Mai così tante palle tutte insieme… andiamo avanti

marzo 28, 2006

Scarica: LePalleDiB.pdf (228Kb)

LePallediB

Si può affidare il governo del Paese a un uomo che fa della menzogna la regola della propria esistenza? Affinchè la scelta che ci attende sia compiuta con documentata consapevolezza, questa scheda contiene tutte le bugie che Berlusconi ci ha propinato e continuerà a propinarci, la falsificazione o la manipolazione della realtà è sistematica. La bugia è l'essenza stessa, politica ed umana, del berlusconismo. Probabilmente l'elenco è incompleto, ma è difficile tener dietro a tutto quel che inventa.

I governi delle sinistre ci hanno lasciato un enorme debito pubblico.
A creare l'enorme debito pubblico sono stati i governi degli anni 80 (Craxi-Andreotti-Forlani). Il debito era al 55% nel 1980 ed era salito al 100% nel 91. Quando il centro-sinistra va al governo nel 96 trova un debito al 122,7% e lo riduce a 109,8% nel 2001 (meno 10,5%). Con Berlusconi il calo si è fermato. Il debito nel 2005 è a 108,5% ed è previsto in crescita nel 2006.

Ho ridotto le tasse al 40,6%, mentre Prodi le aveva portate al 46%.
Si tratta di cifre di pura fantasia. La pressione fiscale era al 42,6 nel 96, quando Prodi andò al governo, ed era al 42,2 nel 2001. Quindi i governi di centro-sinistra hanno ridotto le tasse dello 0,4%. Nel 2004 (ultimo dato disponibile) la pressione fiscale era al 41,8. Dunque, per ora, Berlusconi ha ridotto le tasse dello 0,4%, esattamente come il centro-sinistra. Nel 2005 la pressione fiscale è prevista al 41,2/41,4. In tutto dunque un calo tra lo 0,8 e l'1%, molto modesto e lontanissimo dalla riduzione dell'1% all'anno promessa. E a prezzo di tagli pesantissimi agli enti locali e di un deficit schizzato sopra il 4%.

Ho realizzato il contratto con gli italiani
Completamente disatteso il contratto con gli italiani che prevedeva l'innalzamento dell'area no tax a 11.362 euro ed è stata portata a 7.500 euro (il centro-sinistra già l'aveva alzata a 6.000 euro). E due aliquote a 23 e 33%, sono rimaste quattro, la massima al 43%.
Prodi ha svenduto l'euro, perché non aveva autorevolezza. Io avrei ottenuto il cambio a 1500 lire.
Il cambio a 1936,27 non fu frutto di alcuna trattativa, visto che esisteva già un'unità monetaria europea (l'Ecu) ma di un puro calcolo matematico sulla base dei rapporti di cambio Ecu-monete europee. E infatti nessuno, neppure Berlusconi, ebbe nulla da ridire. La trattativa ci fu due anni prima (nel 1996) quando la lira rientrò nello Sme e fu condotta da Ciampi: l'Italia chiedeva un cambio con il marco a 1000 lire, gli altri paesi europei proponevano 950, si chiuse a 990, ritenuto da tutti un buon risultato, infatti nei due anni successivi la lira sui mercati andò a 980/985. Per avere un cambio lira/euro a 1500, si sarebbe dovuto fissare il cambio col marco a 740. Cifra fuori dalla realtà, alla quale non saremmo potuti rientrare nello Sme. Ma sarebbe stata anche una sciagura per la nostra economia, in quanto in tal caso tutti i nostri prodotti all'estero sarebbero costati il 25% in più. Non a caso l'Italia (Confindustria in testa) chiedeva 1000 lire, cioè di più e non di meno dei 990 ottenuti. Oltre che raccontar balle, B. dimostra di non capire nulla di economia.

Ho creato 1 milione 560 mila posti di lavoro.
Gli occupati al 30-6-2001 erano: 21.468.000. Al 30-9-2005 (ultimo dato disponibile) sono: 22.545.000. L'aumento quindi è di 1.077.000 unità.
Da questa cifra vanno sottratti circa 635.000 extracomunitari regolarizzati, gente che già lavorava. Dunque i nuovi occupati veri sono 442.000. Nei cinque anni di governo del centro-sinistra gli occupati erano aumentati di 1.168.000. (al 30-4-96 gli occupati erano infatti 20.300.000), senza sanatorie di immigrati.

Ho innalzato le pensioni minime a 516 euro.
Su oltre 6 milioni di aventi diritto, l'innalzamento a 516 euro ha riguardato solo 1 milione e 600 mila pensionati: uno su quattro. Tanto che nel 2004, dati Inps, le pensioni sotto i 516 euro sono ancora quasi 5 milioni. Berlusconi, da bravo pubblicitario, ha venduto molto fumo e poco arrosto. La domanda infatti è: portando le pensionia 516 euro di quanto le ha aumentate? Non esiste un dato disaggregato, ma dalle tabelle Inps si ricava che nel 2001 (governo centro-sinistra) l'importo di tutte le pensioni era aumentato del 5% (sul 2000), nel2002 (anno dei 516 euro) è aumentato del 4,6%. Conclusione: l'aumento a 516 euro, oltre che solo a pochi, ha determinato un aumento delle pensioni inferiore al trend precedente. Una buona parte delle pensioni portate a 516 euro erano infatti già salite dal minimo di 740 mila lire a 950 mila lire, grazie a 80 mila lire previste da una legge dell'85, a 100 mila lire decise dal governo di centro-sinistra nel 2001 e a 30mila lire dello scatto annuale automatico. In pratica l'aumento di Berlusconi per molti è stato di 50 mila lire (25 euro), la metà dell'aumento del centro-sinistra.

Ho abolito la leva obbligatoria.
La legge che abolisce la leva obbligatoria è stata fatta dal centro-sinistra nel novembre 2000. Il governo Berlusconi ha solo anticipato di 2 anni, al 2005, l'entrata in vigore.

Ho abolito la tassa di successione.
La tassa di successione era già stata abolita dal centro-sinistra per i patrimoni fino a 350 milioni e ridotta al 5% sugli altri.

Ho fatto quanto promesso per le grandi opere e ho dato lavoro a 420 mila persone nei 60 cantieri che ho aperto, per un valore di 51 miliardi.
Non è vero, i miliardi sono 37,4. Berlusconi si appropria di cantieri già aperti. L'impegno del contratto era di aprirne per almeno il 40% del valore delle opere promesse. Il valore di queste era di 17,3 miliardi. Al 31-12-05 siamo dunque al 21,4%. Se anche mantenesse l'impegno a portarli a 44 miliardi entro l'estate (cosa improbabile visto che in Finanziaria ci sono appena 200 milioni stanziati) arriverebbe al 25%. Senza dimenticare che aprire cantieri significa molto poco, spesso dopo essere stati aperti restano fermi per anni. Quanto ai posti di lavoro. Non abbiamo il dato esatto, ma 420 mila diviso 60 fa 7000 operai per cantiere. Una cifra assurda, più o meno la gente impiegata per costruire le piramidi.

Ha realizzato più leggi il mio governo che tutti i precedenti messi assieme.
A parte il fatto che non è una gara a chi fa più leggi. Se si fanno leggi cattive, meglio farne poche. Le leggi fatte dal Parlamento nel quinquennio 01/06 sono 665. Nel quinquennio 96/01 (governo centro-sinistra) furono 906. Quelle di iniziativa di governo sono state 517, contro 697 del precedente governo.

Ho ridotto la criminalità.
Qui c'è un piccolo mistero, perché il ministero dell'Interno che forniva annualmente i dati relativi ai vari reati, ha smesso di fornirli. Li ha sostituiti con delle medie quadriennali, da cui risulta che tutti i tipi di reato sono calati nel 2001/2004 sul 96/2000. La cosa non è credibile, anche perché l'unico dato (non medio) disponibile dice che i reati complessivi sono saliti da 2.163 mila nel 2001 a 2.417mila nel 2004 (+ 11,7). Di più non sappiamo.

Ho ridotto gli immigrati clandestini del 51%.
Essendo clandestini ovviamente non si può sapere né quanti sono né di quanto sono calati, se non per stime estremamente approssimative e nessuna stima segnala cali significativi. Ma B. si riferisce probabilmente al calo degli sbarchi di clandestini, effettivamente calati dal 2002 al 2004. Ma va detto che, lo stesso ministero dell'Interno valuta che via mare arrivi solo il 10% dei clandestini. Per di più B. cita i dati fino al 2004 e ignora il 2005 che ha fatto segnare, parole di Pisanu, <un aumento vertiginoso degli sbarchi>. Solo a Lampedusa, in 10 mesi, sono stati oltre 11mila. Il ministero non ha ancora fornito il dato complessivo del 2005.

Più inglese per tutti. Un milione di bambini in più oggi studia l'inglese.
Il milione in più si ottiene dal fatto che prima studiavano l'inglese dalla terza elementare, ora dalla prima. Ma è solo un trucchetto, perché le ore complessive sono sempre 297, solo spalmate su 5 anni. Quindi in realtà non si studia affatto più inglese. Anzi se ne studia meno, visto che alle medie le ore di inglese, che erano 99 annue, sono state ridotte a 54. Alle superiori l'applicazione della riforma, per il momento, è stata bloccata.

Entrando in politica venduto molte aziende: Repubblica, Espresso, ecc.
La cessione di Repubblica ed Espresso avvenne nel 1991, quindi ben prima dell'ingresso in politica.

Non ho tratto alcun vantaggio dalle leggi sulla giustizia.
Grazie alla legge sul falso in bilancio è stato prosciolto, per prescrizione del reato, tre volte: nel processo sul bilancio consolidato del gruppoFininvest, nel processo All Iberian 2 e nel processo Lentini. Le altre leggi ad personam sono state neutralizzate dai magistrati e dalla Cassazione. Pronte invece a regalare benefici ci sono la Cirielli e la Pecorella sull'inappellabilità delle assoluzioni.

I processi erano una persecuzione, sono sempre stato assolto.
E' falso. E' stato condannato per falsa testimonianza sulla P2, poi amnistiato. E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi nel processo AllIberian 1 (maxitangente a Craxi), in appello il reato è stato prescritto (la sentenza in Cassazione recita: ..Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato. Prescrizione, come detto, anche nel processo All Iberian 2, Lentini e consolidato Fininvest. Processo Sme (corruzione dei giudici), la sentenza dice che il reato c'è stato, ma grazie alla derubricazione a corruzione semplice è stato prescritto.

D'Ambrosio e le toghe rosse della Procura di Milano fecero cadere il mio governo nel 94.
Come tutti sanno il governo fu fatto cadere dalla Lega, che uscì dalla maggioranza e votò la sfiducia. L'avviso di garanzia inviato a Berlusconi non c'entra assolutamente nulla.

Il Pci ha provveduto a rendersi immune da qualsiasi indagine giudiziaria, facendosi approvare dal Parlamento una generale amnistia nell'89.
L'amnistia fu fatta dal governo Andreotti-Craxi. Il primo a usufruirne fu Berlusconi, che era stato giudicato colpevole di falsa testimonianza dalla corte d'appello di Venezia (circa la sua iscrizione alla P2), ma fu amnistiato.

Mi hanno accusato di aver mentito, quando ho detto che i Ds avevano incontrato Bernheim.
Allora sono andato dal magistrato per dimostrare che non avevo mentito. Prima di andare dal magistrato non aveva mai parlato degli incontri con Bernheim e nessuno gli aveva detto di aver mentito. Bertinotti disse: se sa qualcosa, vada in procura. Lui è andato e poi disse: ho saputo di pressioni dei Ds sulle Generali. E' stato smentito sia dalle Generali sia dal socio Tarek Ben Ammar. A quel punto ha rimentito, sostenendo di non aver mai parlato di pressioni.

Non ho mai offerto a Di Pietro il ministero dell'Interno.
Glielo offrì nel corso di un incontro nello studio di Previti, come riferirono, non smentiti, tutti i Tg.

Non sapevo di essere socio di Gnutti, non sapevo di essere socio di Tarak Ben Ammar, non sapevo che mio fratello vendesse i decoder.
E' ovviamente falso. Anche perché se vero, come si fa a lasciare a capo del governo uno che non sa mai niente di quello che lo riguarda?

Tralasciamo le balle più spudorate, tipo:
io non ho conflitti di interesse è la sinistra ad averli; io non ho mai fatto leggi ad personam è la sinistra ad averle fatte; io odio andare in tv; entrando in politica ci ho rimesso; io non mento mai, sono i signori della sinistra ad essere professionisti della menzogna; io ho studiato alla Sorbona; io ho fatto l'operaio; io attaccavo manifesti nel 48; la mia storia di imprenditore è limpida e trasparente; Dell'Utri e Previti sono galantuomini; tutti i sondaggi sono di sinistra, ecc, ecc.

Ho visto cose…(N. Dalla Chiesa)

marzo 17, 2006

A futura memoria…

Il nove aprile è vicino. Questa sì, abbiamo il dovere morale di farla girare.

-Ho visto approvare in Parlamento la legge sul falso in bilancio il giorno dopo l’11 settembre. Di corsa, per onorare con il nostro lavoro – così ci venne detto – i morti di New York.
-Ho visto la commissione giustizia del Senato prolungare i suoi lavori dopo la mezzanotte per tre leggi in cinque anni: per il falso in bilancio, per la Cirami, per l’immunità delle più alte cariche dello Stato.
-Ho visto aprire l’ultima legislatura con una legge ad personam, quella Che abolisce l’imposta di successione sui patrimoni più grandi. E l’ho vista chiudere con una legge ad personam, quella che abolisce l’appellabilità delle sentenze di assoluzione.
-Ho visto il Parlamento decidere quali magistrati possono o non possono restare in servizio, alzando e abbassando l’età pensionabile secondo le
convenienze: fuori Borrelli dentro Carnevale.
-Ho visto il Parlamento decidere quali magistrati possono dirigere gli Uffici giudiziari più delicati. Insomma, ho visto il Parlamento scegliere i giudici.
-Ho visto più di mezzo Senato applaudire in piedi l’appoggio alla guerra preventiva in Iraq.
-Ho visto la standing ovation della maggioranza e i sorrisi di festa, in attesa dei bombardamenti dei giorni dopo.
-Ho visto sbeffeggiare le senatrici che si battevano per le quote rosa. Le ho viste sommerse dagli sberleffi della maggioranza. Le ho sentite chiamare “vacca” e “gallina”.
-Ho visto togliere ai giudici di pace la competenza sugli incidenti Stradali più gravi. Lavoravano troppo velocemente creando problemi alle assicurazioni. Anche alla Mediolanum.
-Ho visto portare nel Parlamento repubblicano una legge per equiparare le brigate nere di Salò ai combattenti delle forze armate e ai partigiani.
-Ho visto violare il regolamento del Senato anche sei volte in due giorni.
-Ho visto violare la Costituzione in presenza della seconda autorità dello Stato. A volte invocando precedenti inesistenti. Altre volte senza precedenti.
-Ho visto un parlamentare svenire a un passo dall’infarto per l’indignazione, di fronte al numero legale ottenuto più volte senza pudore. -L’ho visto steso a terra, insultato e fischiato dagli avversari che lo accusavano di perdere tempo.
-Ho visto censurare o bloccare negli uffici interrogazioni critiche verso Il governo o verso esponenti della maggioranza; ho visto funzionari solerti mutilare i diritti costituzionali dei parlamentari.
-Ho visto rifare mezza Costituzione come niente, da personaggi senza storia. Per liberare da ogni controllo di garanzia e da ogni contrappeso il potere di chi vince le elezioni. Per mettere lo Stato ai piedi dell’uomo più ricco e potente del paese.
-Ho visto barattare pubblicamente in aula l’unità del Paese con gli Interessi televisivi del Capo del Governo.
-Ho visto un senatore votare per cinque, per dare alla sua maggioranza il numero legale.
-Ho visto tollerare anche quindici voti di assenti per volta.
-Ho visto stabilire il tempo massimo di un giorno per discutere in seconda votazione la riforma di mezza Costituzione.
-Ho visto fischiare in un’aula parlamentare il Capo dello Stato mentre il presidente del Senato leggeva il testo del rinvio alle Camere della legge di riforma dell’ordinamento giudiziario.
-Ho visto scritto nella relazione ufficiale della commissione antimafia Che la mafia non porta voti, che il controllo del voto da parte di Cosa Nostra è “uno dei miti più a lungo e pervicacemente sostenuti”.
-Ho visto Giovanni Falcone commemorato sull’autostrada per Punta Raisi, località Cinisi, da un ministro che aveva sostenuto che dobbiamo convivere con la mafia.
-Ho visto un ministro definire il carcere di Cagliari un albergo a cinque stelle pochi giorni prima che vi si uccidessero due detenuti.
-Ho visto leggi importanti e sulle quali era stata annunciata una dura opposizione votate in Senato alla presenza di poche decine di esponenti della minoranza.
-Ho visto decine di senatori dell’opposizione lavorare seriamente ed Essere trattati come incapaci o complici del governo.
-Ho visto sospetti ingiusti.
-Ho visto fiducie ingiuste.
-Ho visto uomini dello Stato oggetto di insolenze e di accuse sanguinose, grazie a un uso prepotente della immunità parlamentare.
-Ho visto chiamare tutti i manifestanti di Genova violenti e terroristi e assicurare ufficialmente che nel carcere di Bolzaneto non ci furono violenze.
-Ho visto negare una commissione d’inchiesta su Genova per non interferire con il lavoro della magistratura.
-Ho visto dimenticare questo
principio per istituire la commissione Telekom Serbia.
-Ho visto ridere in faccia alla richiesta di maternità o paternità Assistite di persone non felici.
-Ho visto esibire i fazzoletti padani a un metro dal tricolore sulle bare nei funerali di Stato.
-Ho visto prolungare la durata del Parlamento per uso personale. Per Ottenere l’impunità in un processo, per monopolizzare le televisioni.

-Così ho visto fregiare, nel mio Paese, il più grande simbolo della democrazia.

Nando Dalla Chiesa

Donne d’Italia

marzo 11, 2006

LETTERA APERTA

On. STEFANIA PRESTIGIACOMO
Ministro delle Pari Opportunità
Via Barberini, 38 00187 ROMA

Onorevole Ministro,

abbiamo letto, con meraviglia unita a sconcerto, le espressioni con le quali, nella Presentazione al primo volume di Italiane, ha ritenuto opportuno non soltanto ringraziare tutte le figure femminili ricomprese nei tre tomi dell’opera, ma sostenere che a queste figure, nessuna esclusa, “Tutta l’Italia deve un grazie”.

Ci sia permesso di dissentire.

Il Suo Ministero, evidentemente non riteneva di fare opera storica. Infatti a nessuno è mai venuto in mente di “ringraziare” tutti i personaggi che hanno avuto un posto nella storia, la quale annovera anche qualche presenza problematica, tanto per fare un paio d’esempi, da Caino a Hitler. L’intento, quindi, era sicuramente quello di offrire all’opinione pubblica biografie di donne la cui vicenda si possa considerare esemplare e degna di essere ricordata. Lo scrive Lei stessa in termini espliciti: “In queste 200 donne, ricche e povere, del nord e del sud, raffinate e incolte, belle e meno belle, umili e proterve, sensuali e angelicate, in tutte risiede la forza e l’intelligenza. Ed il merito di avere contribuito, clamorosamente o impercettibilmente, alla crescita collettiva delle donne, alla loro evoluzione, alla loro coscienza d’essere protagoniste”.

Siamo curiose di sapere a quali titoli rientrino nell’ambito delineato figure come quella di Claretta Petacci. Con tutta la pietas per l’esito tragico della sua vita, non ci pare si possa sostenere che da lei sia derivato un contributo all’evoluzione delle donne. La sfortunata amante del duce apparteneva a una famiglia di noti profittatori – tutti gli storici sono concordi nell’affermarlo – che misero a buon frutto la relazione della loro congiunta. L’unico titolo che le si può riconoscere è quello della fedeltà al suo uomo. Ma questa è una qualità che si ritrova, purtroppo, anche in figure tutt’altro che commendevoli, come alcune donne della mafia.

Fatichiamo anche a comprendere l’inserimento di Rachele Guidi, moglie di Mussolini. Le due curatrici, Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia, ci parlano di lei in questi termini: “… Rachele Mussolini, moglie appartata che costituisce il modello della popolana italiana capace di affrontare con coraggio e dignità la buona e la cattiva sorte…”. Per la verità “donna Rachele”, come veniva chiamata, non fu molto appartata, incline com’era a costruire attorno a sé una specie di corte di fedelissimi e tutt’altro che aliena dal partecipare a intrighi politici e a stringere stretti rapporti con i nazisti, come è confermato anche da documenti emersi di recente, tra cui la denuncia ai tedeschi di quel prete romagnolo, reo di avere fatto una predica non in linea con le esigenze del regime, il quale, arrestato il 6 dicembre 1943, gustò le delizie di una “villeggiatura” a Dachau.

Ma non ritiene, Onorevole Ministro, che il tipo della popolana italiana evocato sia rappresentato molto più adeguatamente da altre figure, tra cui la contadina Genoveffa Cocconi, madre dei sette Fratelli Cervi? Ma Genoveffa, chissà perché, non è stata ritenuta degna di menzione tra le oltre duecento donne di Italiane.

A proposito di “intelligenza”, evidentemente sono state considerate doti anche l’intelligenza con il nemico e il collaborazionismo, tanto da accreditare la biografia di Piera Gatteschi, presentata trionfalmente dal Secolo d’Italia come “… la mitica comandante del primo Corpo militare femminile istituito in Italia: il Saf, le Ausiliarie della Rsi”.

Ma il culmine, la raccolta patrocinata da Lei e dalla Presidenza del Consiglio, a spese dei contribuenti italiani, l’ha raggiunto con Luisa Ferida. A quanto si apprende dalle dichiarazioni di Anna Foa, che ha curato la relativa voce, di questa donna si sottolineano nell’opera tutte le responsabilità, che non sono poche perché la Ferida, con il marito Osvaldo Valenti, era sicuramente collegata alla famigerata banda Koch, formata dai peggiori criminali e torturatori della repubblica di Salò. Le prove di questo collegamento sono inoppugnabili. Non capiamo quindi perché dovremmo ringraziarla. Né possiamo ringraziarla per altre circostanze, dato che gli stessi storici propensi a tesi assolutorie, scrivono che i due, Valenti e la Ferida, finirono nel “buco nero” della banda Koch forse più per ragioni di comune consumo di morfina, eroina, cocaina e simili che per motivazioni politiche. Commendevole anche questo?

Tanto abbiamo ritenuto doveroso dirLe mentre, nel salutarLa cordialmente, Le confermiamo che le donne che hanno partecipato alla Resistenza sono disponibili a collaborare ad ogni iniziativa che sia rivolta davvero a fini di promozione.

Il Coordinamento Femminile
dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Roma, 18 marzo 2004

La scelta del 9 aprile

marzo 9, 2006

Centrosinistra e centrodestra al voto

di Paolo Mieli

Attacchini 2

febbraio 27, 2006

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Mai guadagnato con la pollllitika!

febbraio 24, 2006

… il Cavaliere non fa concessioni: «Io non ho mai fatto affari con la politica. Anzi ho perso… ». «Tutti quelli che stanno accanto» a Berlusconi «e che hanno collaborato con lui in questi anni lo possono testimoniare», gli ha fatto eco il sottosegretario alla presidenza Paolo Bonaiuti.
da: Il Giornale – «Mai guadagnato con la politica» – n. 4 del 06-01-2006


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